Le ville unifamiliari dell'isola 9 e 10 a Casalpalocco

Le isole 9 e 10 di Casalpalocco sono state le prime ad essere costruite nei primissimi anni 60 del secolo scorso. Sono composte da ville unifamiliari per lo più su di un unico piano dotate di grandissimi giardini. La loro progettazione fu affidata ad alcuni degli architetti più in vista all’epoca. Ugo Luccichenti (Hotel Hilton, Belsito e molte altre palazzine fra Parioli e Vigna Clara) e l’arch. Vaccaro. “L’edificazione di queste due isole residenziale è di tipo estensivo con indice di copertura pari ad un ventesimo della superficie fondiaria su lotto minimo di 5000 metri quadrati.
ln tutto sono diciannove lotti serviti da strade di lottizzazione che uniscono la via Cristoforo Colombo alla strada-parco via Alessandro Magno. La tematica fondamentale è quela delle. case unifamiliari su due piani, di tono qualificato, isolate e circondate dal verde dei giardini privati e condominiali.

Le costruzioni sono poste lungo il margine esterno delle isole allo scopo di ammassare uno spazio centrale da destinare a giardino di uso comune, attrezzato per giochi e ricreazioni varie, come nell’isola 10 (architetto Vaccaro); oppure da frazionare in ulteriori porzioni private a vantaggio dei singoli proprietari, come nell’isola 9 (architetto Ugo Luccichenti). In queste isole una identica tipologia di casa unifamiliare si esprime in forme diverse; o con volumi molto articolati denuncianti le varie funzioni interne dell’abitazione (come nei quattro villini, dai caratteristici tetti di paglia, antistanti via della Menta ora via di Casalpalocco): oppure con volumi più concentrati, con sfalsamenti in elevazione che evidenziano il movimento dello spazio interno abitabile (come nei quattro villini dell’isola 10 prospiciente la via Erodoto); o infine con volumi a blocco che rinchiudono il « patio » in alternanza compositiva con altri articolati ad « L » (come nei dieci villini dell’isola 9). 

Su una entità di superficie utile, uguale per tutte le abitazioni e dettata da limitazioni d’ordine fiscale, le diverse soluzioni distributive degli interni offrono una gamma di tagli che varia dalle tre alle quattro camere da letto oltre ai locali di rappresentanza e a quelli di servizio, tra i quali quasi sempre figurano il tinello e la stanza di lavoro. Tutte le abitazioni sono dotate di autorimessa. La struttura  è di tipo tradizionale in cemento armato. Aspetti diversi assumono le architetture, tra loro, tuttavia rese coerenti dall’impiego delle coperture a tetto e di materiali di finitura analoghi tra i quali spesso appare il mattone disposto a cortina. Particolare attenzione è stata data alle recinzioni su strada, per alcuni tratti risolte con muri alternati a siepi, completate da arredi di verde che creano suggestive yisioni di quadri naturalistici.” Quaderni SOGENE 19la

Le ville con il tetto di paglia di Ugo Luccichenti a Casalpalocco

“Il villino “Tipo 3” fu realizzato in 4 esemplari con due varianti analoghe per rifiniture e caratteristiche.
In foto le due planimetrie alla stessa scala (circa) ed orientate entrambe verso Nord. L’accesso su strada è sul lato Est.

Il progetto riprende i temi funzionalisti dell’architettura americana che all’epoca erano maggiormente dibattuti; vi si possono leggere riferimenti a Mies Van Der Rohe ma anche e soprattutto all’opera di Richard Neutra, molto seguito in quegli anni.

Ogni corpo di fabbrica identificava una determinata funzione: rappresentanza (sala a doppia altezza); zona intima (camere da letto con servizi); zona servizio (cucina, office, camera di servizio); oltre ad una autorimessa.

Oggi le ville sono state radicalmente trasformate con ampliamenti e, purtroppo, non è più possibile leggere questa diversificazione che caratterizzava l’originario progetto di Luccichenti.”  Estartto dal Gruppo Facebook UGO LUCCICHENTI ARCHITETTO 

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