La Polisportiva Dilettantistica Palocco chiarisce la situazione delle sue squadre calcistiche e annuncia un rilancio del progetto sportivo
C’è una storia che inizia nel 1967 e che, come tutte le storie vere, non si lascia interrompere facilmente. È la storia del calcio a Palocco, di un quartiere che ha sempre trovato nel rettangolo verde della suapolisportivaun luogo di incontro, di tifo, di appartenenza. Una storia che oggi, nonostante qualche turbolenza, è pronta a scrivere un nuovo capitolo.
Cosa è successo davvero
Nelle ultime settimane hanno circolato voci preoccupanti sul futuro del settore calcistico dell’Associazione Polisportiva Dilettantistica Palocco. Voci che è giusto affrontare con chiarezza, esattamente come ha fatto la società stessa attraverso il suo comunicato ufficiale del 16 marzo 2026.
La realtà è più semplice — e meno drammatica — di quanto certi rumors lasciassero intendere. Nel corso della passata stagione sportiva, la gestione delle attività calcistiche era stata affidata a un’accademia esterna. Una scelta, evidentemente, che non ha funzionato: la collaborazione è venuta meno a causa del mancato rispetto degli accordi stabiliti, rendendo impossibile proseguire il rapporto in modo coerente con i valori dell’associazione.
Il messaggio della APD Palocco è netto:la società non è fallita. È, al contrario, pronta a ripartire — e a farlo meglio di prima.
Un progetto nuovo, gestito direttamente
Il rilancio annunciato non è una promessa vaga. Nelle prossime settimane verrà presentato ufficialmente uno staff tecnico composto da professionisti qualificati, che seguiranno l’intero percorso calcistico: dalla scuola calcio per i più piccoli, accompagnando i bambini dai primissimi passi fino alla categoria Esordienti, attraverso tutto il settore giovanile agonistico con le categorie under, fino agli Juniores e alla Prima Squadra.
Una filiera completa, gestita direttamente dalla società, con criteri — parole loro —“ancora più chiari, strutturati e trasparenti”. Un impegno che suona come una promessa fatta al quartiere prima ancora che agli addetti ai lavori.
La voce del campo
[Riflessione personale]
C’è qualcosa che i comunicati ufficiali non riescono sempre a catturare, e che invece si sente distintamente quando si è parte di un quartiere. Nelle ultime settimane, la squadra di promozione del Palocco è tornata a giocare nella sua sede storica, qui da noi, a Palocco. Ed è una cosa bellissima.
L’appuntamento domenicale sugli spalti — che si ripete quasi ininterrottamente dalla fondazione dell’associazione nel lontano 1967 — è molto più di una partita di calcio. È un rito collettivo, un presidio di comunità, uno di quei fili invisibili che tengono insieme un quartiere. È il posto dove ci si riconosce, dove si scambiano due parole, dove i bambini corrono e i nonni ricordano partite di quarant’anni fa come se fosse ieri.
Tutelare questo appuntamento domenicale significa tutelare qualcosa di prezioso e non replicabile: il senso di appartenenza a un luogo, a una storia condivisa.
Cosa ci aspettiamo
Seguiremo con attenzione e con sincero piacere tutti gli sviluppi futuri di questa vicenda. Speriamo di avere presto notizie belle e concrete: nomi dello staff tecnico, calendari, progetti per i più giovani. Perché il calcio giovanile — la scuola calcio, i pulcini, gli esordienti — è la vera linfa di una polisportiva di quartiere. È lì che si costruisce il futuro, non solo sportivo.
La APD Palocco ha dalla sua parte la cosa più importante: una storia. Sessantotto anni di presenza sul territorio non si cancellano con una stagione difficile. E un quartiere che torna sugli spalti è già, di per sé, la risposta più eloquente a chi aveva già scritto il necrologio.
Il calcio a Palocco è vivo. E non vediamo l’ora di raccontarvelo.



























































