AL SAN TIMOTEO QUESTA SETTIMANA: DUE FILM CHE NON SI SOMIGLIANO PER NIENTE (E PER QUESTO VALE LA PENA VEDERLI ENTRAMBI)
Il Cinema San Timoteo ci propone questa settimana una programmazione davvero ben bilanciata: da una parte l’Italia più intima e dolente, dall’altra l’America frenetica e muscolare. Due film, due mondi, un solo consiglio — andate.

LA GIOIA(con Valeria Golino)Dramma psicologico | Italia, 2025 | regia di Nicolangelo Gelormini
La gioiasi ispira a una storia vera: quella di Gloria Rosboch, un’insegnante piemontese assassinata nel 2016 da un suo ex studente dopo essere stata raggirata e derubata dei suoi risparmi. Da questa vicenda di cronaca nera, il regista Gelormini costruisce qualcosa di più sottile di un thriller: un ritratto dell’amore come vulnerabilità assoluta.
Gioia è un’insegnante di liceo che non ha mai conosciuto l’amore se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra i suoi studenti c’è Alessio, un ragazzo che usa il proprio corpo per rimediare qualche soldo e aiutare sua madre. Tra i due nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi.
Valeria Golino è irriconoscibile — e questo è il complimento più alto che si possa fare a un’attrice. Sul volto segnato da occhiali spessi e un’aria dimessa si legge la storia di una cinquantenne che è rimasta, emotivamente, a un’età adolescenziale: la stanza ornata di bambole, la fascia della Juventus, l’attesa di un amore che non è mai arrivato.
Genere:dramma psicologico con venature noirLo vedrete se vi piaccionole storie di solitudini che si incontrano nel posto sbagliato, i film che parlano di donne invisibili, il cinema italiano che sa essere scomodo senza essere urlato. Non aspettatevi un lieto fine: aspettatevi qualcosa che resta.Sconsigliato achi cerca una serata leggera.
MARTY SUPREME(con Timothée Chalamet)Drammatico/sportivo/biografico | USA, 2025 | regia di Josh Safdie

Ambientato nella New York degli anni ’50, il film racconta l’ascesa di un giovane determinato a imporsi nel mondo del tennis da tavolo professionale, in un’epoca in cui questo sport era molto più competitivo e feroce di quanto ci si possa aspettare. Non è un biopic tradizionale: è una storia sull’ossessione, sul prezzo del talento, su cosa si è disposti a sacrificare per diventare leggendari.
Per tutto il film attendiamo il momento della rivelazione, il turning point che dovrebbe cambiare il destino di Marty — ma il vero valore aggiunto è l’attesa stessa, densa e inesorabile. Chalamet ci regala un personaggio odioso e irresistibile allo stesso tempo, e questo è il tipo di magia che solo il grande cinema sa fare.
Con uno stile frenetico e travolgente, il film è un’esplosione visiva e narrativa che mescola adrenalina, ironia e tensione emotiva. Girato in 35mm, con la fotografia di Darius Khondji, è anche bello da guardare nel senso più fisico del termine.
Genere:dramedy sportivo, con l’energia di un film di Scorsese e l’estetica di un’epocaLo vedrete se vi piaccionole storie di riscatto (e di caduta), i personaggi che non riuscite a smettere di seguire anche quando vi fanno arrabbiare, il cinema americano indipendente che gioca in grande.Adatto anche achi normalmente non sopporta i film sullo sport: il ping pong è solo il pretesto.
Due film, due domande diverse.La gioiachiede: quanta vita siamo disposti a sprecare per paura di vivere?Marty Supremechiede: quanto siamo disposti a perdere pur di vincere?
Vi aspettiamo al San Timoteo 🏓
Fonti:Spazio Cinema,ComingSoon.it,LocchiodelCineastaNocturno.it






















































