Il film dell’anno arriva a Casalpalocco, anche in lingua originale e in pellicola. E riaccende un dibattito che ha più di duemila anni.
Questa settimana abbiamo parlato di due strade di Casalpalocco,Via Zenodoto di EfesoeVia Cratete di Mallo. Non le ho scelte a caso. Partono entrambe da Via Alessandro Magno e arrivano insieme al Centro Commerciale dell’Isola 46, quasi due compagne di cammino. Gli uomini di cui portano il nome hanno dedicato la vita allo stesso poema, l’Odissea, leggendolo in due modi opposti.
La scelta coincide con un appuntamento speciale: questo fine settimana ilCinema San Timoteoporta in sala l’Odisseadi Christopher Nolan.
Odissea al Cinema San Timoteo: date e orari
- Sabato 7 novembre, ore 21:00: versione in lingua originale con sottotitoli in italiano
- Domenica 8 novembre, ore 15:30: versione italiana
- Domenica 8 novembre, ore 19:00: versione in lingua originale con sottotitoli in italiano
Le proiezioni in lingua originale sonoin pellicola 35 mm. Per un film come questo è un dettaglio prezioso. Nolan è uno dei grandi difensori della pellicola e ha giratoOdisseainteramente con cineprese IMAX su pellicola 70 mm. Vederlo così, con la grana e la luce dell’analogico, significa avvicinarsi al cinema come lo intende il suo autore.
Un film che divide, ed è un buon segno
Uscito in Italia il 16 luglio,Odisseaha riempito le sale di mezzo mondo: quasi tre ore di racconto, con Matt Damon nei panni di Ulisse, Anne Hathaway in quelli di Penelope, Tom Holland come Telemaco e Zendaya come Atena.
Usciti dal cinema, gli spettatori si sono divisi in due grandi famiglie. Da una parte chi cercava Omero e ha trovato un’altra cosa: l’episodio di “Nessuno” con il Ciclope sparito, gli dei ridotti a presenze sfumate, personaggi fusi o tagliati, un Ulisse che ragiona come un uomo di oggi. Dall’altra chi ha accolto proprio queste libertà come il senso dell’operazione.
La voce più autorevole del primo fronte è stata quella di Emily Wilson, la traduttrice inglese dell’Odisseache Nolan aveva indicato tra le sue fonti. Dalle pagine dellaLondon Review of Booksha bocciato senza appello la sceneggiatura.
C’è stato perfino un piccolo giallo locale. Per mesi si è raccontato che Ulisse fosse sbarcato a pochi chilometri da noi, tra il porto turistico di Ostia e l’Idroscalo. Testimoni giuravano di aver visto Matt Damon e Tom Holland, e le notizie rimbalzavano da un sito all’altro. Poi le verifiche delFaro onlinehanno chiarito che in quei giorni a Ostia si girava tutt’altro. Una leggenda nata dal passaparola: forse il tributo più omerico che il nostro litorale potesse rendere al film.
La lettura di Ermanno Ferretti
Tra le tante recensioni circolate in questi mesi, una ci è sembrata particolarmente lucida. È quella diErmanno Ferretti, professore di storia e filosofia e youtuber seguitissimo con il nome di Scrip, che sul suo canale ha dedicato al filmuna lunga riflessione.
Il suo punto di partenza è semplice: l’Ulisse di Nolan ha il nome e le avventure dell’eroe omerico, con il carattere e lo sguardo di un uomo contemporaneo. Togliete le ambientazioni greche e resta la storia di un veterano di guerra, segnato da un trauma che gli rende difficile tornare a casa. Calipso e Circe lo trattengono, certo, ma è soprattutto lui a esitare davanti a Itaca. Il viaggio diventa interiore.
Anche gli dei, in questa lettura, cambiano natura e diventano proiezioni della mente, voci interiori: un’idea che un greco antico avrebbe trovato inconcepibile e che a noi suona familiare. La guerra di Troia stessa si rivela mossa da interessi commerciali, con Elena ridotta a pretesto.
Il cuore dell’interpretazione è un altro ancora. Secondo Ferretti,Odisseaè una sorta di seconda parte diOppenheimer: entrambi i film raccontano come il nemico più temibile abiti dentro di noi. Lo scienziato che scopre il lato oscuro della propria intelligenza e l’eroe fondatore dell’Occidente che scopre la propria colpa sono due facce dello stesso specchio. Nolan sceglie Ulisse proprio perché è il mito più radicato nella nostra cultura, quello a cui filosofi e artisti tornano da secoli.
E la questione della fedeltà? Ferretti la risolve con un principio che vale la pena tenere a mente: con i miti si può fare ciò che si vuole, purché si abbia qualcosa da dire. E ricorda James Joyce, che intitolòUlyssesun romanzo ambientato a Dublino senza che nessuno gridasse allo scandalo.
Cratete e Zenodoto: due modi di leggere Omero
Chi esce dal cinema convinto che l’Odisseaparli di qualcosa che sta sotto la superficie del racconto ha un antenato illustre:Cratete di Mallo. Il filologo stoico di Pergamo leggeva Omero come un testo cifrato, in cui le avventure di Ulisse custodivano verità sul cosmo e sulla geografia del mondo. Con le dovute distanze, il gesto è lo stesso di Ferretti: Cratete cercava nel poema la struttura dell’universo, chi oggi guarda il film di Nolan vi cerca la psiche e la storia del nostro tempo.
Chi invece è uscito dalla sala contando gli episodi mancanti ha come patronoZenodoto di Efeso, primo bibliotecario di Alessandria e autore della prima edizione critica di Omero. Confrontava i manoscritti, cercava la lezione più autentica, segnava a margine i versi sospetti. Ha le sue ottime ragioni: senza la cura paziente del testo ci sarebbe ben poco da reinterpretare. Emily Wilson, con la sua traduzione rigorosa e la sua recensione severa, appartiene a pieno titolo a questa famiglia.
Il dibattito che si accende al bar dopo la proiezione è lo stesso che animava le biblioteche di Pergamo e Alessandria. Cambiano le parole, resta la domanda: un grande testo va custodito com’è, oppure va interrogato finché ci restituisce qualcosa di nuovo?
Prima o dopo il film: qualche libro
Il modo migliore per prendere posizione è tornare alla fonte. Qualche suggerimento:
- L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altredi Marilù Oliva (Solferino, 2020): il poema riletto dalla parte delle donne che lo abitano.
- Odisseadi Omero (Blackie, 2022).
- Un’Odisseacon testo greco a fronte, nelle edizioni Einaudi, Ponte alle Grazie o Rizzoli, per chi vuole sentire il suono dell’originale.
- Odissea, edizione illustrata a colori (L’Ippocampo, 2026), con la traduzione di Maria Grazia Ciani e le illustrazioni di Aurélien Police: un libro bellissimo da sfogliare e da regalare.
- Per i ragazzi,Odissea. Storie e miti del mondo classicodi Andrea Marcolongo (Mondadori, 2024).
Per scegliere l’edizione più adatta a voi, chiedete consiglio alla libraiaErsilia alla Ubik Casalpalocco.
E voi, dopo aver vistoOdissea, come vi sentite: più Cratete o più Zenodoto?Raccontatecelo nei commenti.




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