Via Cratete di Mallo attraversal’isola 2, divide la parte est dalla ovest. Come la vicinaVia Zenodoto, parte da Via Alessandro Magno e conduce alCentro Commerciale dell’Isola 46e alla scuola di via Agatarco. Lungo il percorso si susseguono villette a schiera e duplex, attraversa la bella, alberata e profumatissimavia Timocle(tutta eucalipti) fino ad arrivare alla piscina che si affaccia su via Aristobulo, parte del supercondominio dell’isola.
Il personaggio a cui è dedicata ha un legame inaspettato con Roma, e una storia che comincia con una caduta.
Chi era Cratete di Mallo
Cratete nacque a Mallo, in Cilicia, nell’attuale Turchia meridionale, e visse nel II secolo a.C. Filosofo di formazione stoica, guidò gli studi letterari a Pergamo, la città dei re Attalidi, la cui biblioteca rivaleggiava apertamente con quella di Alessandria.
Amava definirsikritikós, critico, un titolo che riteneva più ampio di quello di semplice grammatico. Il suo metodo di lettura era coraggioso: considerava Omero un sapiente che aveva nascosto nei suoi versi verità profonde sulla natura e sul cosmo. Sotto le avventure di Ulisse leggeva una geografia del mondo, e nello scudo di Achille vedeva un’immagine dell’universo. Era convinto che le peregrinazioni dell’eroe si svolgessero nell’Oceano esterno, ai confini della terra conosciuta.
La stessa passione per il mondo lo portò a costruire un grande globo terrestre, considerato il più antico di cui si abbia notizia, su cui immaginava quattro grandi masse di terre abitate separate dagli oceani.
Il suo rivale più illustre fu Aristarco di Samotracia, erede della scuola alessandrina: da una parte la fedeltà rigorosa al testo, dall’altra la ricerca dei significati nascosti. Un confronto che attraversa i secoli e si riaccende ogni volta che un classico viene riletto.
Poi c’è Roma. Racconta Svetonio che Cratete giunse in città come ambasciatore del re di Pergamo e, passeggiando nei pressi del Palatino, cadde in un’apertura della cloaca rompendosi una gamba. Costretto a una lunga convalescenza, la trasformò in un’occasione: tenne lezioni frequenti e accese nei Romani il gusto per lo studio della lingua e della letteratura. Da quella caduta, si può dire, nacque la filologia a Roma.




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