via Callistene di Olinto

Via Callistene di Olinto — Le strade di Casalpalocco

Chi era Callistene di Olinto, lo storico di Alessandro Magno che dà il nome a una via dell’isola 23

Tra le vie di Casalpalocco ce n’è una che porta il nome di uno degli intellettuali più coraggiosi — e scomodi — dell’antichità: via Callistene di Olinto si trova nell’isola 23, a pochi passi dal vivacissimo centro commerciale diLargo Esopo all’isola 46. Un nome che merita di essere conosciuto.

Chi era Callistene di Olinto

Callistene (Olinto, 370 a.C. – 327 a.C.) fu uno storico greco antico, nipote di Prosseno di Atarneo, che era stato il tutore di Aristotele dopo la morte dei suoi genitori e ne aveva sposato la sorella Arimneste. Era, insomma, parente stretto del più grande filosofo dell’antichità, e questa connessione familiare gli aprì le porte della storia.

Visse presso Aristotele, di cui era parente, ad Atarneo e poi a Pella, e accompagnò Alessandro Magno come storiografo ufficiale nella spedizione asiatica.

Lo storico del conquistatore

Il capolavoro di Callistene furono le incompiuteGesta di Alessandro, un’opera propagandistica voluta dallo stesso Alessandro, che giungeva fino alla battaglia di Arbela del 331 a.C. Callistene pubblicava l’opera man mano che la componeva, immediatamente dopo le vittorie macedoni, narrate con stile vivo e toni apologetici: presentava il giovane conquistatore come il condottiero scelto dalla Lega panellenica per abbattere l’arroganza persiana e vendicare l’invasione compiuta da Serse due secoli prima.

In quest’opera Alessandro appariva come la figura di un eroe omerico: come Achille o Patroclo, affrontava i combattimenti con un equipaggiamento sontuoso e con gesta epiche. Callistene era stato anche uno degli editori, insieme allo zio Aristotele, di una speciale edizione omerica preparata per Alessandro — la cosiddetta “edizione della cassetta” — che il re avrebbe sempre portato con sé.

Prima delleGesta, Callistene aveva già dimostrato la sua stoffa con leElleniche, una storia in dieci libri che narrava gli avvenimenti tra la pace di Antalcida e la terza guerra sacra, dal 387 al 357 a.C., scritta in stile retorico, di tendenza filomacedone e ricca di excursus naturalistici.

L’uomo che disse no

La storia di Callistene non è soltanto quella di uno scrittore di corte. È soprattutto la storia di un intellettuale che pagò con la vita la propria integrità.

Rifiutatosi di prostrarsi davanti al sovrano — come prevedeva l’usanza persiana dellaproskýnesisadottata da Alessandro — nel 327 a.C. Callistene divenne l’ispiratore morale dell’opposizione macedone alla politica cosmopolita del re. Quando fu sventata la cosiddetta “congiura dei paggi”, lo storico fu direttamente accusato da alcuni dei congiurati e messo in prigione, dove morì.

Il filosofo Teofrasto, suo amico, gli dedicò un trattato in sua memoria.

L’eredità

Tra gli storici di Alessandro, Callistene viene annoverato tra i cosiddetti “storici della vulgata”, miranti a costruire un’immagine epica e propagandistica del sovrano. Paradossalmente, la sua fama sopravvisse anche attraverso uno dei testi più letti del Medioevo: ilRomanzo di Alessandro, scritto secoli dopo ma attribuito a lui e passato alla storia come opera dello “Pseudo-Callistene”.

Una strada dell’isola 23, a due passi dall’animato centro commerciale di Largo Esopo, porta il suo nome. Un invito, ogni volta che ci si passa, a ricordare che la storia viene scritta da chi ha il coraggio di raccontare — e talvolta di resistere.

FONTI:WikipediaEnciclopedia Treccani

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